VUOI TROVARE CASA SENZA PASSARE DA NOI AGENTI IMMOBILIARI! SEGUI QUESTI CONSIGLI

Se vuoi fare da solo, i mezzi che hai a disposizione
sono:
1 Portali immobiliari
2 Cartelli “vendesi” nel ristretto raggio di tuo interesse
3 Annunci su giornali specializzati
4 Spargere la voce tra gli amici
5 Far sapere della tua ricerca tramite i social network
6 Non sottovalutare il potere del passaparola. Ancora un paio di dritte 🙂
7 Guarda bene gli annunci, fai molte domande prima di visitare l’immobile e risparmierai
molto, molto tempo
8 Individua la zona di tuo interesse e fai ricerca Porta a porta suonando i campanelli.
9 Segui le aste giudiziarie                                                                                                                 10 Chiedete informazioni ai postini,amministratori di Condominio,
11 Volantini e locandine cerco casa
12VUOI CONOSCERE LA DRITTA PIÙ IMPORTANTE ,SU COME POTER USARE AL MEGLIO LE AGENZIE IMMOBILIARI PER TROVARE CASA ?

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13 CHIEDERE INFORMAZIONI CASA X CASA…..IN PRATICA

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Comunque Se trovi la casa giusta, senza intermediari, fai comunque redigere una proposta da un professionista. In tutti i casi sii rapido per non perdere l’occasione, ma non precipitoso
Non lasciare depositi o cauzioni a privati se non dopo aver preso le dovute precauzioni .

Considerazione Personale :Conviene procedere in uno sfratto senza avvocato?

image fratto
Come sfrattare un inquilino moroso senza avvocato? E’ questa la domanda che spesso i proprietari di piccoli immobili dati in affitto a locatari risultati poi morosi mi pongono cercando una soluzione.Essere assistiti da uno studio legale per far valere i propri diritti può costare anche fino a 2.000 euro. Nel caso di importi minimi da recuperare, spesso tale cifra tende a scoraggiare l’azione da parte del proprietario che temporeggia e cerca di risolvere il problema per vie traverse,o cercando di dilazionare all’inquilino il debito accumulato.
.Come procedere per far valere i propri diritti
Premesso che l’ausilio di un legale, nei casi più complessi riguardanti importi notevoli, è sempre consigliabile, in molte altre circostanze è possibile procedere da soli benché ciò implichi una certa conoscenza delle leggi che regolano il settore delle locazioni,diversamente il fai da te e’ vi consiglio di evitarlo visto le nostre leggi.Come sfrattare un inquilino moroso senza avvocato? Innanzitutto bisogna inviare al conduttore inadempiente una lettera raccomandata nella quale si intima il pagamento dei canoni mensili arretrati fissando un termine ultimo di quindici giorni dal ricevimento dell’avviso per regolarizzare la propria situazione debitoria.Nel caso si protragga la situazione di morosità dovrà essere notificato all’inquilino lo sfratto con contestuale citazione in tribunale (ad essere competente sarà il tribunale che presiede il comune nel quale si trova l’immobile in oggetto). A questo punto il tribunale fisserà la data per una prima udienza che non potrà essere tenuta prima di venti/trenta giorni rispetto alla data della notifica.Nel caso in cui il conduttore non si presenti all’udienza il giudice convaliderà lo sfratto concedendo mediamente un termine di 30 giorni all’affittuario moroso per lasciare l’alloggio. In alternativa, qualora il conduttore si presenti all’udienza ha la possibilità di richiedere il “termine di grazia” ovvero un’ulteriore proroga temporale (generalmente fissata in 90 giorni) per consentirgli di ravvedere il suo stato di morosità oltre che pagare i relativi interessi maturati e eventuali spese legali sostenute dal proprietario per intentare la causa.
Benchè sia possibile e previsto dalla legge, all’atto pratico difendere i propri diritti di proprietario nei confronti di un inquilino moroso senza l’aiuto di un avvocato non sempre è semplice. Come sfrattare un inquilino moroso senza avvocato è un tema delicato che richiede una competenza molto tecnica e profonda relativa alle leggi ed alle norme che regolano tale settore.Qualora ci si trovi in questa spiacevole situazione e si voglia ridurre al minimo i costi per ottenere un supporto legale una possibile soluzione consiste nel rivolgersi ad una delle tante associazioni settoriali che si occupano di queste tematiche.Mediante il pagamento di una quota associativa si avrà la possibilità di usufruire degli avvocati affiliati alla stessa associazione riducendo al minimo l’impatto delle loro parcelle sulle proprie tasche oltre ad avere la sicurezza di essere seguiti da un esperto del ramo.

SE L’INQUILINO E’ MOROSO

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Una problematica frequente dei nostri giorni è quella degli sfratti. Sono molte le difficoltà che si
incontrano durante il recupero della disponibilità dell’immobile, qualora il conduttore (inquilino)
non lo rilasci spontaneamente una volta cessato il rapporto di locazione oppure nel caso in cui il
conduttore medesimo risulti inadempiente all’obbligo di pagamento del canone concordato (la
cosiddetta “morosità del conduttore”).
In tutti questi casi è consigliabile rivolgersi ad un Avvocato esperto in materia ma per cominciare
Vi faccio un quadro generale sulla procedura da seguire.
Quante tipologie di sfratto esitono nell’ordinamento italiano?
Esistono tre tipologie di sfratto:
– licenza di sfratto per finita locazione
– sfratto per finita locazione
– sfratto per morosità dei canoni scaduti
Che cos’è la licenza per finita locazione?
La licenza per finita locazione è la procedura preventiva adottata dal proprietario che voglia
assicurarsi che, al momento della scadenza del contratto, l’inquilino lasci l’immobile senza
possibilità di proroghe. Per ottenere la cosiddetta licenza per finita locazione, prima della
scadenza del contratto, il proprietario deve rivolgersi al Giudice chiedendo l’ordine di rilascio
dell’immobile per una data prestabilita rispettando i termini previsti dal contratto. In tal modo, se
il locatario non rispetti la scadenza concordata, il proprietario potrà immediatamente procedere ad
esecuzione forzata senza bisogno di intraprendere la procedura di sfratto. Si tratta comunque di
una procedura usata molto raramente.
Che cos’è lo sfratto per finita locazione?
Lo sfratto per finita locazione è una procedura che viene intrapresa quando l’inquilino si rifiuta di
rilasciare l’immobile locato dopo la scadenza del contratto pur continuando a pagare il
canone.
Anche questa è una tipologia che non ricorre di frequente; stante l’assenza di morosità, i tempi di
rilascio possono allungarsi.
Che cos’è sfratto per morosità dei canoni scaduti?
È lo sfratto che viene richiesto quando l’inquilino non corrisponde il canone di locazione al
proprietario dell’immobile.
Può essere definito un procedimento “misto”, che incorpora due richieste: da un lato si chiede lo
sgombero dell’inquilino moroso e dall’altro il recupero dei canoni scaduti e non pagati.
Qual è la tipologia di sfratto più diffusa?
Sicuramente lo sfratto per morosità.
Quanti canoni non pagati sono necessari per attivare la procedura di sfratto
per morosità?
Se l’immobile locato è residenziale non vi è un numero perentorio di canoni non pagati: può essere
sufficiente il mancato pagamento anche di un solo canone. In caso di mancato pagamento degli
oneri accessori (es. spese condominiali…) è possibile invece chiedere lo sfratto quando
l’ammontare complessivo del credito supera le 2 mensilità di canone.
Se l’immobile locato è commerciale, per ottenere lo sfratto occorre il grave inadempimento del
conduttore (il mancato pagamento di un unico canone può non bastare, quindi).
In ogni caso occorre verificare cosa prevede il contratto (se il contratto è redatto da un
professionista quasi sempre contiene infatti una clausola risolutiva espressa che consente di agire
anche in caso di mancato pagamento di un’unica/due mensilità).
È infatti sempre consigliabile farsi aiutare da un esperto nella redazione del contratto per evitare
spiacevoli inconvenienti che possono ostacolare il buon esito della procedura.
Cosa fare in caso di morosità dell’inquilino nella corresponsione del canone
di locazione?
Per promuovere lo sfratto per morosità, il locatore deve notificare al conduttore, tramite un
avvocato, l’intimazione a presentarsi davanti al Giudice (competente è il Tribunale del luogo in cui
si trova l’immobile) per ottenere l’accertamento dell’inadempimento del conduttore e la
conseguente condanna al rilascio dell’immobile.
A questo punto:
– se il conduttore si presenta in udienza, non contesta la morosità ed effettua il pagamento dei
canoni o degli oneri dovuti, maggiorati degli interessi legali e delle spese processuali, la
morosità si considera sanata e il rapporto di locazione prosegue inalterato tra le parti
– se il conduttore non si presenta all’udienza, oppure si presenta ma non contesta la morosità
né si oppone alla richieste di sfratto del locatore, il Giudice, una volta verificata la regolarità
formale degli atti, procede nella stessa udienza a convalidare lo sfratto per morosità. Ne
consegue lo scioglimento del contratto di locazione per fatto e colpa del conduttore
Contestualmente il Giudice fissa la data ultima di rilascio dell’immobile, in genere a distanza di uno
o due mesi dalla data dell’udienza.
Quali sono gli ostacoli che si possono incontrare durante questa procedura?
L’unico ostacolo possibile è l’opposizione da parte dell’inquilino e l’eventuale concessione, da parte
del Giudice, del termine di grazia.
Se l’opposizione è fondata su prova scritta si apre un procedimento ordinario e lo sfratto rimane
sospeso.
Se non è fondata su prova scritta il Giudice può convalidare ugualmente lo sfratto e quindi
l’opposizione non sospende la liberazione dei locali.
Statisticamente le opposizioni sono molto rare; ed ancor più rari i provvedimenti di sospensione
degli sfratti. In ogni caso, l’opposizione non incide in modo considerevole sui tempi processuali.
Che cos’è il termine di grazia?
Nelle locazioni abitative l’inquilino, in sede di udienza di convalida, può chiedere un termine per
sanare la morosità.
Il termine di grazia può essere concesso dal Giudice in presenza di particolari condizioni. È bene
precisare che il Giudice non è obbligato a concedere detto termine ma se accoglie la richiesta lo
sfratto rimane sospeso per il tempo concesso.
Se in sede d’udienza l’inquilino non sana la morosità (pagando canoni scaduti, interessi e spese)
Il giudice convalidera’ lo sfratto.

Quanto tempo occorre per ottenere concretamente la liberazione
dell’immobile locato?
È impossibile fare un pronostico concreto, perché ci sono troppe variabili.
Anzitutto dipende dalla data che il Giudice fissa per l’esecuzione. Dopo l’udienza di convalida,
infatti, il Giudice deve fissare la data ultima di rilascio, decorsa la quale avrà inizio l’esecuzione
forzata. La procedura esecutiva può essere a questo punto ritardata dalla resistenza che attua
l’inquilino, dall’eventuale interessamento dei servizi sociali e dalle peculiarità del caso concreto.
Mediamente, comunque, una procedura di sfratto per morosità si conclude con la liberazione dei
locali in 6 mesi – 1 anno.
In realtà, nel caso in cui non ci siano opposizioni la procedure può essere ultimata anche in meno tempo.
Chi paga le spese legali dello sfratto?
Le spese legali sono anticipate dal proprietario, ma il Giudice, convalidando lo sfratto, le
può porre in tutto o in parte a carico dell’inquilino.
Qual è il tribunale competente?
Quello del luogo in cui si trova l’immobile.

SEI CONSIGLI DA SEGUIRE PRIMA DI FIRMARE UNA PROPOSTA DI ACQUISTO

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Il primo passo da fare dopo aver trovato la casa ideale è quello di formulare una proposta d’acquisto in forma scritta indirizzata al venditore e versando un assegno all’atto della firma della proposta a titolo di deposito cauzionale ,da far valere quale caparra confirmatoria in caso di accettazione della proposta .

Se vi siete avvalsi di un mediatore, l’agente immobiliare compilerà il modulo in vostra presenza, inserendo tutte le condizioni relative alla compravendita.
Se il venditore accetterà le vostre condizioni (accettazione scritta) le parti saranno vincolate a portare a termine la compravendita come è stato stabilito nella proposta d’acquisto e il venditore incasserà il vostro assegno che diventerà caparraconfirmatoria.
In caso di mancata accettazione l’agente immobiliare vi restituirà la somma versata.

Prima di firmare la proposta sia che vi siete avvalsi di un agenzia oppure acquisto fai da te controllare questi punti:
1) Accertarsi che il modulo di proposta di acquisto contenga l’identificazione dell’agente immobiliare e gli estremi della sua iscrizione al ruolo;descrizione dettagliata dell’ immobile e i dati catastali.
2) La proposta e il relativo assegno devono essere intestati al venditore e non all’agente immobiliare o agenzia immobiliare.
3) Indicare la data del contratto preliminare almeno 30 giorni successivi all’accettazione della proposta se per l’acquisto dell’immobile dovete richiedere un mutuo;
4) In caso di richiesta di un mutuo, fate inserire la clausola risolutiva/sospensiva “proposta valida salvo accettazione/ delibera di mutuo”;
5)chiedete Se sull’ immobile sono in essere ipoteche di poterle verificare ,certificato di abitabilità’ ,certificati conformità impianti.
6) definire in forma scritta l’importo totale della provvigione da riconoscere all’agente immobiliare.

COSA VERIFICARE PRIMA DI AFFIDARSI A UN AGENTE IMMOBILIARE

LOGO DEFINITIVO CASAVIVA
Comprare o vendere casa non è sempre così semplice. La soluzione, per molti, diventa l’agenzia immobiliare. Rivolgersi a un professionista che sia in grado di seguire il cliente, passo dopo passo, spesso e volentieri è la via più veloce e sicura. In ogni caso, sia che si tratti di venditori o di acquirenti, l’importante è non farsi fregare.

Il mercato è in flessione, quello immobiliare ha retto meglio la crisi in alcune città, meno in altre. Ma chi decidesse di lasciar perdere la compravendita “fai da te”, optando per un’agenzia immobiliare, farebbe bene a verificare la professionalità dell’agente in questione. Come? Per prima cosa l’esercizio dell’attività di intermediazione immobiliare è regolata dalla legge n. 39/1989 e prevede l’iscrizione da parte degli agenti immobiliari in un apposito albo: solo chi è iscritto al Ruolo di mediatori presso la Camera di Commercio (CCIAA) può esercitare tale professione, altrimenti si ha a che fare con un ABUSIVO.
Può essere utile, quindi, che l’agente immobiliare di turno mostri la tessera di riconoscimento che attesta il proprio numero di iscrizione all’albo, sia il numero personale sia quello dell’azienda per cui lavora. Il cliente può, inoltre rivolgersi alla Camera di Commercio di competenza con il nome e cognome dell’agente Immobiliare e verificare se il professionista risulta iscritto – C’è anche l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa per tutelare i clienti dai danni causati da negligenza o errori professionali.
Appurata la professionalità del mediatore, se si deve vendere casa, occorre avere da lui una valutazione corretta dell’immobile. Gli agenti, essendo appunto mediatori tra chi compra e chi vende, dovrebbero essere soggetti imparziali, senza privilegiare una delle due parti a discapito dell’altra.
Prima di conferire l’incarico di vendita, poi, è bene sottoporre al professionista una serie di domande per capire entro quali tempi e in che modo pensa di concludere la trattativa, quale strategia di vendita preferisce adottare e soprattutto, a quanto ammonta la sua commissione. In genere il professionista guadagna il 3/4% dall’acquirente e altrettanto dal venditore, ma molto dipende dalla situazione del mercato immobiliare e dal valore dell’immobile. In buona sostanza l’entità della provvigione tende a diminuire con l’aumentare del valore della casa e se il mercato è in forte crisi, il professionista potrebbe essere più propenso a trattare sulla sua provvigione..

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